I boxer brief sono una tipologia di boxer più attillati, una sorta di compromesso tra slip e boxer shorts. Si diffusero all'inizio degli anni '90, anche con la pubblicità di Graham Lloyd. Sono molto popolari in Europa; la maggior parte dei giovani francesi, canadesi, inglesi, australiani preferisce i boxer briefs agli altri capi di bianchieria intima. Infatti alcuni ritengono che gli slip siano troppo costrittivi per gli organi genitali e i boxer shorts troppo larghi. In generale si caratterizzano per la cucitura attorno agli organi genitali maschili, infatti slip e boxer shorts sono spesso troppo larghi per questo effetto.
Indossati in vita, coprono una porzione di coscia. Esistono molti modelli, più o meno lunghi, con apertura o senza; solitamente viene evitata la cucitura centrale, possono tuttavia essere cuciti come i boxer shorts. I boxer briefs sono usati sia nello sport, in aggiunta al sospensorio o senza, sia nella vita di tutti i giorni. L'equivalente costume da bagno è chiamato parigamba, ma i boxer briefs possono anche essere indossati sotto i bermuda.
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giovedì 28 gennaio 2010
lunedì 18 gennaio 2010
Le origini del perizoma
In tempi moderni (dapprima nei paesi nordici poi dappertutto, compresa l'Italia) ha iniziato a diffondersi in ambito femminile alla fine degli anni settanta, quello maschile nella metà degli anni ottanta, anche se ad oggi l'uso da parte degli uomini è ancora abbastanza limitato. Tra le donne è invece attualmente molto diffuso. Quasi tutte le marche di abbigliamento intimo, sia femminile che maschile, ne propongono vari modelli e di fatto le statistiche di vendita hanno recentemente testimoniato un "sorpasso" in termini di popolarità rispetto a tutti gli altri modelli di mutandina.
venerdì 15 gennaio 2010
Nascita del tanga
Il nome tanga deriva da quello di un ornamento tipico della cultura detta di Marajó (Brasile settentrionale) che viene ancora utilizzato da alcuni gruppi abitanti alla foce del Rio delle Amazzoni. Il tanga è costituito, nella parte anteriore, da una placchetta di ceramica a forma triangolare tenuta sospesa da una cordicella passante per due fori praticati lungo la base; il fianco dell'indumento, pertanto, è costituito unicamente da detta cordicella.
Una leggenda vuole che la grande popolarità dell'indumento derivi da una ragazza brasiliana di origini italiane, Rose di Primo, che avrebbe tagliuzzato il suo costume per farsi notare a una festa nella spiaggia di Ipanema, a Rio de Janeiro, nel 1972. Il clamore ottenuto dall'esibizione della ragazza avrebbe avviato la diffusione del succinto indumento sulle spiagge del Brasile.
Come capo di biancheria intima, il tanga è stato storicamente in voga in particolare nei periodi in cui lo sono stati gli indumenti a vita bassa (gonne e pantaloni), in quanto occupando naturalmente meno spazio in altezza di uno slip, una volta indossato è meno facile da scorgere oltre il bordo superiore degli stessi.
È molto diffuso soprattutto come parte di costumi da bagno due pezzi, in quanto grazie alla sua essenzialità riduce al minimo la parte di addome, schiena e fianchi coperti, consentendo un'abbronzatura molto estesa anche se non integrale.
Fonte
Una leggenda vuole che la grande popolarità dell'indumento derivi da una ragazza brasiliana di origini italiane, Rose di Primo, che avrebbe tagliuzzato il suo costume per farsi notare a una festa nella spiaggia di Ipanema, a Rio de Janeiro, nel 1972. Il clamore ottenuto dall'esibizione della ragazza avrebbe avviato la diffusione del succinto indumento sulle spiagge del Brasile.
Come capo di biancheria intima, il tanga è stato storicamente in voga in particolare nei periodi in cui lo sono stati gli indumenti a vita bassa (gonne e pantaloni), in quanto occupando naturalmente meno spazio in altezza di uno slip, una volta indossato è meno facile da scorgere oltre il bordo superiore degli stessi.
È molto diffuso soprattutto come parte di costumi da bagno due pezzi, in quanto grazie alla sua essenzialità riduce al minimo la parte di addome, schiena e fianchi coperti, consentendo un'abbronzatura molto estesa anche se non integrale.
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giovedì 14 gennaio 2010
Il busto nella storia
I primi busti che conosciamo comparvero soprattutto nel XVI secolo ed erano corsetti in metallo con una lunga punta sul davanti, chiusi sulla schiena con una molla o una chiave.
L'introduzione del busto fu contemporanea alla moda spagnola, arrivata in Italia dopo le conquiste di Carlo V, che cambiarono radicalmente il più libero costume rinascimentale, creando una figura femminile rigida e ieratica. Al busto era solitamente associata una sottogonna, detta verdugale o guardinfante che dava alla sottana una forma conica o cilindrica.
I busti in ferro sparirono molto presto, a causa della loro dolorosa scomodità, e furono sostituiti da stecche di balena o di vimini, infilate direttamente in un bustino di tessuto, oppure nel busto stesso della veste.
Durante il Settecento il busto fu un indumento molto scollato e attillatissimo in vita, associato, fino al 1770 circa dal panier, una sorta di cesto ovale molto largo e stretto che costringeva le donne a passare trasversalmente dalle porte, camminando come gamberi.
Dopo l'illuminismo, che affermava la necessità di un corpo più libero, agile e naturale, e con la rivoluzione francese, il busto conobbe circa un trentennio di eclisse. Ma già attorno al 1830 ricomparve per durare tutto il secolo e parte del Novecento. Si riteneva che il busto fosse necessario per sorreggere la colonna vertebrale della donna, per sua natura più fragile dell'uomo.
Il reggiseno nell'antica Roma
Gli antichi Romani apparentemente non apprezzavano la vista dei seni femminili troppo grandi quindi le signore adottavano una serie di accorgimenti atti a ridurre il seno:
- il mammillare era una fascia di cuoio che serviva per appiattire e contenere la crescita,
- il mammillare era una fascia di cuoio che serviva per appiattire e contenere la crescita,
- lo strophium sosteneva senza comprimere, mentre, se di seno ce n'era veramente troppo, si ricorreva al cestus, un corpetto di cuoio morbido, o addirittura ad una specie di corsetto, che dall'inguine arrivava alla base del petto (il mito narra che fu Venere ad inventarlo e a consigliarlo a Giunone, notoriamente prosperosa, alla quale si deve l'aggettivo giunonica).
Nel tempo il reggiseno si è evoluto fino a diventare un elemento di eleganza, design e moda.
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